“La Morte porta la Vita”
L’arcano XIII dei Tarocchi non si chiama “La Morte”, ma piuttosto l’Arcano senza Nome. Non dare un nome, vuol dire anche non situarsi nel tempo, lasciare il tempo al tempo : la trasformazione avverrà al momento opportuno e non al momento che desideriamo.
Quando guardiamo la lama, i nostri sentimenti sono complessi: paura, timore, spavento, angoscia. Tutto questo poiché l’immagine della morte o di quello che ciò rappresenta, qui il mietitore, lo scheletro, ci porta all’annientamento, al vuoto, all’assurdità della vita.
Il mietitore falcia la terra da dove emergono resti di corpi umani tra cui le teste di un re e di una regina che portano ancora le loro corone. Alcuni germogli che stanno spuntando evocano la rinascita e l’eventualità che le anime siano sopravvissute per proseguire il loro viaggio. La sua mano sinistra, bianca, indica l’origine divina ed il manico giallo della falce rinvia al sole e all’oro. La falce rossa simboleggia la volontà di tagliare ma anche quella di rinnovare.
“Non rappresenta una morte statica, uno stato definitivo, ma una morte dinamica, annunciatrice e strumento di una nuova forma di vita. Lo scheletro, col suo sorriso ironico e il suo aspetto pensieroso, simboleggia il sapere di colui che ha superato la soglia dell’ignoto, colui che ha svelato attraverso la morte il segreto dell’aldilà”.
Jean Chevalier, Dictionnaires des Symboles, Robert Laffont, 1988.
Questa carta ci richiama a definire attentamente le nostre priorità, a conservare ciò che è veramente importante e a sbarazzarci del resto.
Sognare uno scheletro o il colore nero non è segno di morte, ma di una trasformazione imminente, di un avvenimento improvviso che ci permetterà di evolvere, chiudendo con qualcosa o qualcuno : bisogna imparare a lasciar andare le cose, per avanzare verso un’altra fase, una migliore comprensione della vita in generale. La vita ci porta regolarmente a “morire”, a dimenticare le nostre illusioni, i nostri progetti, i nostri amori, i nostri affetti.
Ogni fine è un nuovo inizio !