La Francia è diventata un riferimento e ispirazione per il mondo dei Tarocchi: i fabbricanti di carte esportano la loro produzione in tutta Europa, e principalmente in Italia. La Francia è anche l’inizo di una grande tradizione esoterica e divinatoria, diffusa oggi largamente e riconosciuta attraverso la Cartomanzia.
I Tarocchi divinatori
Gli occultisti hanno visto nei simboli del Tarocco la possibilità di entrare in contatto coi mondi invisibili – o almeno percepirli -, alcuni hanno pensato di trovarci l’essenza della scienza esoterica o della strada d’iniziazione e altri li utilizzano ancora come supporto di chiaroveggenza e di divinazione.
Due personalità emblematiche della Francia dei Tarocchi divinatori sono Alliette, meglio conosciuto con il nome di Etteilla (anagramma del suo proprio nome) e Madame Lenormand.
Etteilla: fondatore della divinazione
Barbiere, professore di algebra e principe della divinazione (1738-1791), tutta Parigi faceva la coda e aspettava delle ore per pochi minuti di colloquio. Ha divulgato una forma di Cartomanzia che designava sotto il nome di Cartonomanzia. Scrisse 4 manoscritti sull’argomento dei Tarocchi e anche un gioco di carte chiamato Grande Etteilla. Nel 1788-89, fece stampare la sua versione del Tarocco, una combinazione dei Tarocchi di Marsiglia e d’influenze egiziane.
Parecchie varianti ne furono pubblicatedal XIXe secolo in poi.
I Tarocchi di Madame Lenormand
Marie-Anne Adélaïde Lenormand (1772-1843) fu un’indovina eccezionale, rispettata e temuta dai grande di questo mondo per la sua sagacia e la sua franchezza. Appassionata di alchimia, di astrologia, di arti divinatorie di ogni genere, ma soprattutto di mitologia greca, Madame Lenormand creò un Tarocco composto da 54 carte che non mostra alcuna somiglianza con i classici Tarocchi di Marsiglia. Per questa realizzazione si ispiro’ a numerosi quadri presenti nell’Illiade e l’Odissea.
Altri giochi dei Tarocchi divinatori
Poi, a partire dal XXième secolo, numerosi giochi divinatori faranno la loro apparizione come il Piccolo Oracolo delle Signore, anche chiamato Ricreazione dei curiosi, o ancora la Sibilla dei Saloni. Quest’ultimo fu molto in voga nel XIX secolo nei saloni letterari. Composto da 52 carte con rappresentazioni molto differenti da quelle dei Tarocchi abituali, ci si ritrovano tuttavia alcune allegorie identiche, come il Falciatore o l’Arcano senza Nome.
In seguito arrivo’ un gioco di 52 carte intitolato l’Oracolo Belline di cui l’autore è Edmondo Belline seguito dal Grande Tarocco Belline composto da 78 lame, tutte ricalcate dai Tarocchi di Marsiglia.