Etimologia
L’origine della parola è oscura e misteriosa, Court de Gébelin (scrittore francese) pensava che derivasse da due termini egiziani, tar “via” e ro “re” o “reale.” Lo si assimila anche al nome della legge ebraica, Tora, o ai termini latini rota “ruota dell’esistenza” e orat che significa “prega.”
Composizione
Il gioco dei Tarocchi comporta 78 carte o lame, è restato immutato fin dalla sua apparizione nel XVI secolo. Si compone come segue :
– 56 carte ordinarie divise in 4 colori di 14 carte ciascuna, comprendendo 10 carte numerate, da 1 a 10, e 4 figure chiamate teste o onori (re, regina, cavaliere, fante);
– 21 carte chiamate trionfi, numerate da 1 a 21 ;
– Un trionfo speciale senza numero, chiamato il Pazzo, la Scusa o il Matto.
Il gioco delle carte ordinarie, che ne contiene 52, è composto in effetti da 56 arcani minori dei Tarocchi di Marsiglia, ai quali vengono tolti i cavalieri – che sono compresi nei fanti. L’equivalenza tra i semi francesi ed italiani :
Semi italiani – Semi francesi
Bastoni – Quadri
Coppe – Cuori
Spade – Picche
Denari – Fiori
I Tarocchi i più prestigiosi e più antichi provengono dall’Italia (Tarocchi di Charles VI, Visconti-Sforza, Tarocchi di Mantegna…). Questi giochi, insieme agli arcani minori dei Tarocchi di Marsiglia, hanno conservato i semi di Coppe, Bastoni, Denari e Spade.
Punto di convergenza delle differenti tradizioni
I Tarocchi, soprattutto per i 22 trionfi o arcani maggiori, suscitano molta curiosità sia tra gli occultisti che tra gli universitari. I simboli dei Tarocchi stupiscono, interrogano, sollevano tanto interesse quanto repulsione. Al di là di queste reazioni, resta la certezza che i 22 trionfi dei Tarocchi provengono da un’iconografia Medievale e allo stesso tempo Cristiana, Umanista e dell’Antichità.
Al Medioevo, i trionfi, rappresentavano delle figure estratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, i matti, i giganti, le dee, o gli dei, gli eroi della tradizione cavalleresca.